LAGUNA PHUKET TRIATHLON

Eccoci qua… per l’undicesimo anno consecutivo mi reco in Thailandia con tutto il gruppo Triathlontravel di Marco Marchese. Un gruppo fantastico ogni anno con tante persone nuove e alcune vecchie conoscenze che ritornano ad immergersi una volta in più in questa meravigliosa esperienza.

Partenza a metà settimana da Milano. Uno scalo a Dubai dove, per chi voleva, c’era la possibilità di fare una visita alla città visto il tempo di attesa della connessione per Phuket abbastanza lunga. Arriviamo in Thailandia e il clima caldo è sempre un bell’impatto scendendo dall’aereo.

Il Venerdì mattina proviamo l’intero percorso ciclistico di 55km scortati dall’organizzazione. Nel pomeriggio, invece, io e Casadei andiamo alla conferenza stampa dove troviamo tanti vecchi amici. Sopra il palco siamo noi due poi il tedesco pluricampione del mondo Michael Raelet e l’altro fortissimo svizzero Ruedi Wild vincitore, tra l’altro, due volte di questa gara.

Il Sabato consegniamo le bici e poi il pasta party la sera.

So bene che vincere con questo calibro di concorrenti è praticamente impossibile. Io poi ci arrivo in condizioni fisiche disastrose a causa della gara podistica della settimana prima. Mi dispiace moltissimo perché stavo veramente bene prima di quella gara. Non sono mai riuscito a correre a piedi da quanto mal di gambe avevo e da quanto acido lattico avevo accumulato. Mi sentivo totalmente vuoto.

Partenza della gara alle 6.30. Acqua del mare a 30 gradi. Una prima parte di 1200m in oceano indiano poi una seconda parte di 600m nell’ancor più calda laguna dopo aver scavalcato una duna di sabbia.

Il nuoto mi penalizza più del dovuto perché risulta essere 300 metri più lungo rispetto i canonici 1800 m di questa gara. Prendo parecchi minuti di distacco. Parto forte in bici tentando una delle mie famose rimonte. Guadagno tempo e posizioni. Una prima parte di 15km decisamente mossa con vari strappi ripidi mentre i restanti 40km molto veloci. Scendo in quinta posizione anche se a parecchia distanza da Raelert. Riesco a superare il solo Casadei e chiudo in quarta posizione a meno di 3’ dall’inglese Hayes. Vince, come da previsioni, Raelert davanti a Wild.

Riproverò il prossimo anno a vincere per la quinta volta questa gara che amo profondamente e che mi ha dato la notorietà internazionale.